La corretta gestione degli oli e dei grassi alimentari esausti
a salvaguardia dell’ambiente
Circa 280.000 tonnellate annue reimmesse nell’ambiente. Trattasi di grassi e oli animali e vegetali che residuano dalla cottura dei cibi e dai processi di frittura prodotti da tre settori principali:
Di questo quantitativo oggi ne viene raccolto e recuperato il 16% (45.000 tonn.) con previsione di 100.000 tonnellate per il 2012 (dati C.O.N.O.E.).
Visto l’ingente quantitativo proveniente dalle utenze domestiche, è importante sensibilizzare la popolazione circa la corretta gestione di questo rifiuto per ridurne la dispersione.
A tal fine le Aziende associate AROE, in collaborazione con il C.O.N.O.E., organizzano specifiche campagne nei Comuni e nelle scuole.
Da un rifiuto altamente inquinante se disperso nel sottosuolo, nell’acqua e nella rete fognaria e che causa cattivo funzionamento degli impianti di depurazione in quanto impedisce lo scambio di ossigeno, si possono ricavare materiali con una rilevante valenza economica.
Un corretto sistema di raccolta e di trattamento -da parte di aziende autorizzate- di tali rifiuti ne permette il riutilizzo -in sostituzione degli oli vergini- in alcuni processi industriali.
Infatti, dopo un processo di rigenerazione, gli oli e i grassi animali e vegetali esausti, diventano una materia prima riutilizzabile come base per svariati prodotti ad elevato valore aggiunto, quali:
(**)carburante ottenuto da fonti rinnovabili, analogo al gasolio.
Secondo stime C.O.N.O.E., attualmente circa il 50% dell’olio esausto raccolto viene recuperato per la produzione di biodiesel.
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